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La paura della solitudine: quando la coppia diventa uno scudo

Immagine del redattore: Francesca Baccilieri
Francesca Baccilieri
6 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

"Se me ne vado adesso, chi troverò mai? Finirò per invecchiare da sola."


È una frase che ho sentito pronunciare nel mio studio, a bassa voce, come se ci si dovesse vergognare a dirla con un tono di voce normale.

 

Succede a molte donne che, arrivate a un certo punto della vita, si rendono conto che la vita che hanno costruito non corrisponde più a chi sono diventate.


Avvertono un bisogno profondo di spazio, di autenticità, di libertà.


Guardano la relazione o la convivenza in cui si trovano e vedono due estranei che condividono lo stesso tetto per abitudine, o peggio due persone profondamente diverse che usano il litigio come unico mezzo di comunicazione.


Eppure, restano.


Non perché ci sia ancora amore, ma perché la paura della solitudine futura è più grande dell'insoddisfazione presente.


Una storia che molte donne conoscono bene


A volte la convivenza diventa una gabbia dorata.


Vi racconto la storia di una donna, chiamiamola Elena per riservatezza, che per anni si è raccontata che "in fondo va tutto bene".


Il compagno è una brava persona, è responsabile, c'è stabilità.

Ma non c'è più vita.


Quando Elena immagina il suo futuro in quella casa ogni giorno, sente una stretta al petto e un senso di soffocamento.


Quando però ipotizza di chiudere quella storia o fare le valigie per vivere altrove, la preoccupazione prende il sopravvento: "Chi mi vorrà alla mia età? Invecchierò da sola."


Così si attua un baratto inconsapevole: scambiamo la nostra realizzazione e la nostra gioia con una falsa sensazione di sicurezza.


Ci accontentiamo di una relazione zoppa pur di non dover fare i conti con la nostra paura più grande: la solitudine.


La solitudine più profonda si prova in due


L'errore di valutazione che facciamo quando ci blocchiamo per paura della solitudine è credere che rimanere nella coppia ci protegga dal dolore.


La verità è un'altra, ed è molto più cruda: non c'è solitudine più devastante di quella che si prova quando si è sedute sul divano accanto a qualcuno con cui non si ha più nulla da condividere.


In quel momento sei sola comunque, ma con un aggravante: non hai nemmeno lo spazio mentale e fisico per essere davvero te stessa.


Stai usando l'altro come un anestetico per non sentire il vuoto, trasformando la relazione in una misura di contenimento dell'ansia, non in un luogo di incontro e crescita reciproca.


Cosa c'è davvero dietro la paura di stare sole?


La paura di restare sole non riguarda mai davvero gli altri o l'assenza di un partner. Riguarda la relazione con noi stesse.


Rimanere in un incastro relazionale per paura dell'età o del futuro significa dire a sé stesse: "Io, da sola, non mi basto. Non sono in grado di sostenere la mia vita, di darmi valore, di occupare il mio spazio nel mondo".


Il lavoro da fare non è costringersi a fare le valigie dall'oggi al domani con un atto di forza avventato.

Il lavoro consiste nell'iniziare a ricostruire la fiducia nella propria capacità di stare in piedi.


1.        Riconosci l'anestetico: Inizia a guardare la tua relazione per quello che è. Stai scegliendo quella persona ogni giorno o la stai usando come scudo contro la paura di ciò che non conosci e che non puoi prevedere?


2.        Sposta lo sguardo dal "dopo" al "qui e ora": La mente proietta scenari catastrofici sul futuro ("invecchierò sola"). Riporta l'attenzione a oggi: come sta il tuo corpo adesso, in questa casa, in questa relazione?

 

3.        Abita piccoli spazi di solitudine: Impara a stare con te stessa in piccole cose che senti tue, prima di prendere grandi decisioni. Un pomeriggio da sola, un viaggio breve, un momento in cui non devi rendere conto a nessuno.


Spiccare il volo non significa non avere paura. Significa capire che il prezzo da pagare per non sentire la paura è troppo alto: è la tua stessa libertà.


Elena ha scelto di ritagliarsi spazi per stare da sola senza sensi di colpa, ha visto dove si innescava il conflitto con il compagno, che cosa la feriva realmente e che cosa era solo una sua proiezione, ha scelto di far sentire anche la sua voce smettendo di adattarsi per quieto vivere, ha scelto infine di trasformare quella relazione, senza prendere decisioni drastiche. Ha agito con coraggio e adesso si sente finalmente realizzata.


Ricomincia a fidarti di te


Se senti che la paura del futuro ti sta tenendo incastrata in una vita che non ti appartiene più, non devi affrontare questa nebbia da sola.


Nei percorsi individuali di counseling non ti spingerò mai a prendere decisioni affrettate.


Creeremo uno spazio sicuro per guardare in faccia le tue paure, smontare i ricatti emotivi che ti fai da sola e ritrovare la forza per decidere, in piena libertà, quale strada prendere.


Puoi prenotare una prima chiamata conoscitiva gratuita per iniziare a parlarne insieme.


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