Ansia da cambiamento e disorientamento: come gestire i momenti in cui ti trovi ad un bivio
Ci sono momenti in cui ci troviamo incastrate in una situazione che non ci fa più stare bene, ma dalla quale non riusciamo ad andarcene: un lavoro che ha perso senso, una relazione arrivata al capolinea, un progetto che richiede troppi sacrifici rispetto a quello che restituisce.
E allora ci troviamo indecise senza sapere la strada da prendere: restare o cambiare?
In questo spazio intermedio si consuma un'immane quantità di energia. Ci diciamo che "dobbiamo decidere", poi facciamo elenchi di pro e contro, chiediamo pareri ad amiche, colleghi o partner, e infine ci ritroviamo esattamente al punto di partenza.
Con in più un senso di frustrazione, un'ansia crescente e l'impressione di essere sbagliate o incapaci di scegliere.
L'errore della lista dei "pro e contro"
Il problema principale quando si affronta un bivio è che tentiamo di risolverlo usando la stessa mente che ha creato l'incastro.
Compilare la classica lista dei pro e dei contro sembra un atto razionale e maturo, la cosa ideale da fare.
In realtà, spesso è solo una trappola:
La mente razionale, che è esattamente programmata per "proteggerci" dall'ignoto, trova sempre ottime ragioni per restare : la sicurezza economica, il timore del giudizio altrui, la paura per il futuro, il senso di colpa per chi lasciamo indietro.
D'altra parte, la spinta al cambiamento risponde a un bisogno profondo che raramente ha argomentazioni "logiche" e inattaccabili da esibire in un foglio Excel.
Il risultato? La lista una volta scritta ci sembra inutile, il dubbio rimane e l'unica cosa che si accumula è la tensione e lo stress.
Cosa succede al corpo quando sei bloccata al bivio
Quando passi mesi a oscillare tra il "dovrei restare" e il "voglio andarmene", il tuo sistema nervoso interpreta questo stallo come una minaccia costante.
Fai un esperimento adesso:
Immagina per un istante di restare esattamente dove sei oggi per i prossimi tre anni. Come risponde il tuo corpo? C'è una sensazione di chiusura allo stomaco, un respiro che si fa corto, una stanchezza improvvisa sulle spalle?
Ora immagina di cambiare, di fare quel passo. Cosa senti? C'è paura sicuramente, ma scendendo più in profondità forse puoi trovare un senso di espansione, di alleggerimento o di spazio che si riapre.
Tieni ben presente questo: il corpo registra la verità prima che la mente finisca di argomentarla.
Se continui a scegliere la "sicurezza" teorica a costo di una contrazione fisica quotidiana, non stai scegliendo la stabilità: stai solo scegliendo di anestetizzarti lentamente e allontanarti sempre più da te stessa.
Le domande da farti prima di decidere
Prima di forzare una decisione o pretendere di avere il coraggio che ancora non senti di avere, prova a spostare l'attenzione su queste tre domande:
Sto restando per scelta o per paura delle conseguenze? C'è una differenza abissale tra il decidere di rimanere in una situazione con consapevolezza (accettandone i limiti temporali) e il rimanere solo perché il prezzo dell'uscita ci terrorizza.
Cosa sto proteggendo non scegliendo? Rimanere nell'indecisione ha un vantaggio secondario: ci protegge dal fallimento, dalla responsabilità della scelta e dal dolore del distacco. Di cosa hai davvero paura se ti muovi?
Se sapessi con certezza che nessuno mi giudicherà, cosa farei domani mattina? Togli per un istante dal tavolo le aspettative della tua famiglia, dei colleghi o della società. Cosa resta?
Accompagnare il passaggio, senza forzarlo
Capire da che parte andare non significa buttarsi al buio senza paracadute dall'oggi al domani.
Questo è il motivo per cui molte persone si bloccano: pensano che scegliere di cambiare imponga una rivoluzione immediata e dolorosa, un po' come strappare un cerotto.
Ma questi momenti di scelta e cambiamento possono essere graduali e accompagnati. Un percorso di counseling può servire proprio a questo: a creare uno spazio protetto tra il punto in cui ti trovi e quello in cui vuoi andare.
Serve ad accompagnare il movimento, non a forzarlo.
A dare forma alla tua decisione rispettando i tuoi tempi, le tue emozioni (tutte!) e la sicurezza del tuo sistema nervoso.
Sei stanca di rimanere ferma al bivio?
Se senti che la fase delle analisi è finita o non sta dando i frutti sperati e che è il momento di ascoltare davvero cosa chiede la tua vita, possiamo farlo insieme.
Nei miei percorsi individuali di counseling lavoriamo per trasformare il dubbio paralizzante in un movimento concreto e sostenibile per te.
Puoi prenotare anche da qui una prima chiamata conoscitiva gratuita di 15/20 minuti, per raccontarmi dove ti trovi e capire se possiamo fare questo pezzo di strada insieme.





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