Svuotare la mente prima partire per le vacanze
Aggiornamento: 24 lug
Siamo a fine luglio. Le giornate sono calde, la stanchezza si fa sentire e, tra un’ultima pratica da chiudere e una commissione, iniziamo a fare le liste per le vacanze: la crema solare, i libri, i vestiti leggeri.
Ci prepariamo a fare i bagagli.
Ma c’è una valigia che riempiamo senza accorgercene durante tutto l'anno e che ci portiamo dietro anche in ferie.
È invisibile, non pesa sulla bilancia dell’aeroporto o nel bagagliaio dell’auto, ma è pesantissima: è il nostro carico mentale.
Partiamo convinte che basterà cambiare aria, vedere il mare o stare in montagna per ricaricarci. In realtà ci portiamo dietro quella valigia e il sistema nervoso non stacca.
Cambia solo il paesaggio attorno, ma la tensione resta la stessa.
Cosa c'è davvero dentro questo carico?
Spesso non è solo la stanchezza fisica dell'anno trascorso.
È ciò che continuiamo a pretendere da noi stesse anche quando dovremmo fermarci:
Il Doverismo: La spinta a dover sistemare tutto prima di partire. Pulire casa da cima a fondo, chiudere ogni pendenza, anticipare i problemi di settembre. Il riposo viene trattato come un premio che ti devi meritare: “Quando avrò finito tutto, allora potrò rilassarmi”. Il problema è che quel "tutto" è troppo.
Il Perfezionismo: La tendenza a pianificare anche il tempo libero come se fosse una prestazione. Visitare tutte le tappe, leggere un tot di libri, organizzare giornate piene per la famiglia. Non lasciamo spazio al vuoto, alla noia, al semplice non fare niente.
La Paura del Giudizio: Il senso di colpa se l’unica cosa che vuoi fare è stare fermare all'ombra, mentre gli altri si aspettano da te presenza, dinamismo o disponibilità costante, come sempre.
Il corpo non va in vacanza con un ordine della mente
Quando viaggiamo con questo carico, accade una cosa evidente: sei fisicamente su una sdraio o su un prato, ma il tuo corpo rimane contratto, in allerta.
Fai un controllo adesso, mentre leggi:
Come sono le tue spalle? Sono morbide o tirate verso le orecchie?
Il respiro scende nella pancia o si ferma al petto?
Puoi ripeterti quanto vuoi che "sei in vacanza", ma se la mente continua a controllare tutto, il corpo risponde di conseguenza e rimane in difesa.
Per riposare davvero, serve prima abbassare la guardia.
Tre azioni pratiche da fare subito
Separa il necessario dall'inutile: Prendi un foglio e scrivi le cose che pensi di dover fare prima di partire. Poi chiediti con brutalità: Se questa cosa la faccio a settembre, cade davvero il mondo? Se la risposta è no, lasciala in sospeso e senti come il tuo respiro risponde.
Fermati ai sensi: Quando senti la testa che corre alle cose lasciate a casa o al rientro, usa il corpo. Senti i piedi appoggiati a terra, magari sulla sabbia. Ascolta i suoni intorno a te. Fai tre respiri lunghi e torna a dove sei in questo momento concentrandoti su 3 cose che attirano la tua attenzione e ti fanno sentire grata per il momento presente.
Un augurio pratico per le tue vacanze
Per queste settimane non ti auguro la "vacanza perfetta".
Ti auguro di poterti annoiare, di fare un passo indietro dai tuoi "devo" e di dare al tuo corpo il tempo di registrare che, per un po', può abbassare le difese. Respira.
Se durante le ferie senti il bisogno di accompagnare questo tempo con una riflessione più profonda, sul mio canale Telegram trovi un mini percorso audio gratuito dedicato alle 3 grandi gabbie mentali (Doverismo, Perfezionismo e Paura del Giudizio).
Sono brevi audio che puoi ascoltare con le cuffiette quando ne hai voglia: in passeggiata, al mare o nei momenti di pausa. Le tracce restano sempre disponibili sul canale, senza scadenze.
Buone vacanze di spazio e di respiro!





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